CRISTINA RASCHETTI - Counselor Somato-Relazionale      
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GLI ESERCIZI BIOENERGETICI
GRUPPI DI ESERCIZI BIOENERGETICI
Morbegno:
c/o scuola materna Il Girasole
Via S. Martino

Lunedì o Mercoledì: 20:00 / 21:30
Sondrio:
c/o SaràBanda
P.le Merizzi, 4

Martedì: 20:00 / 21:30
Colico:
c/o Totem Studio
Via Stallone, 7

Martedì: 10:30 / 11:30

Gli esercizi bioenergetici sono stati ideati e messi a punto dal medico e psicoterapeuta Alexander Lowen per favorire la salute psicofisica della persona e, si basano sul concetto di “identità funzionale” fra la mente ed il corpo, secondo il quale, ciò che avviene nella mente influenza il corpo e viceversa.
Il corpo esprime chi siamo e il nostro modo di stare nel mondo.


PERCHE' SI FORMANO LE TENSIONI
Ciascuno di noi può facilmente osservare quanto le paure, le preoccupazioni e lo stress, si riflettano negativamente nel corpo, provocando disturbi di vario genere e, quanto invece la serenità, la gioia e l'innamoramento abbiano effetti positivi, incrementando l'energia ed il benessere. La prima funzione corporea ad essere influenzata dagli stati d'animo è il respiro. Se osserviamo un neonato mentre dorme, vediamo che il suo respiro è libero e pieno. Tutto il suo corpo è coinvolto nell'atto di respirare e si muove come se fosse attraversato da un'onda: l'onda del respiro. Ciò accade perché il neonato è libero da tensioni ma, questo stato di beatitudine, purtroppo è destinato a durare poco perché presto il bambino entrerà in contatto con le inevitabili frustrazioni della vita. Così fin da piccoli scopriamo che, trattenendo il respiro, è possibile attutire le sensazioni dolorose, e di paura. Col trascorrere del tempo, questa strategia diventa un'abitudine che rende la respirazione sempre più superficiale, soprattutto nei momenti di stress: ci limitiamo a respirare quel poco che ci basta per vivere. Il risultato “vantaggioso” è di una minore percezione delle emozioni negative, ma purtroppo anche di quelle positive.
Spesso, per salvaguardare i rapporti con le persone che ci circondano, ci tratteniamo dall'esprimere le emozioni negative (es. la rabbia ) e, per fare ciò entriamo in contrazione.
Nella contrazione, l'energia non scorre e rimane trattenuta insieme all'emozione repressa.
Il corpo mantiene la memoria delle emozioni represse.
Se la contrazione perdura nel tempo si formano le tensioni croniche.
Le tensioni creano delle “chiusure” nel corpo che limitano la nostra capacità di sentirlo e di viverlo pienamente. I movimenti perdono di fluidità e spontaneità, il corpo diventa più rigido, lo sentiamo poco, o lo sentiamo solo quando ci fa male.
Normalmente viviamo aggrappati alla mente con le sue idee, convinzioni, preoccupazioni, abbiamo una scarsa consapevolezza di chi siamo veramente e di cosa ci trasmette il corpo, confondiamo il pensare con il sentire, ma se lo ascoltiamo, ci parla di noi stessi e delle nostre verità più profonde.


COSA SONO GLI ESERCIZI BIOENERGETICI
Gli esercizi bioenergetici hanno lo scopo di aiutare le persone a sentire e a sciogliere le tensioni affinché l'energia possa riprendere a fluire liberamente anche nelle zone contratte.
I partecipanti ai gruppi eseguono, secondo le indicazioni del conduttore, varie sequenze di esercizi mantenendo l'ascolto delle sensazioni corporee e delle emozioni, che a volte emergono, entrando perciò in contatto con sé stessi più in profondità.
Ogni esercizio prevede una fase di contrazione (carica) ed una di espansione (come il ciclo naturale dell'energia). Nella fase di contrazione il muscolo viene sottoposto a tensione. Questa tensione provocata volontariamente funziona come un rimedio omeopatico: sovrapponendo tensione (volontaria) a tensione (involontaria e preesistente), il corpo viene stimolato a reagire.
La liberazione della carica (scarica) avviene tramite i movimenti vibratori involontari che i muscoli hanno quando raggiungono la tensione limite, oppure tramite esercizi espressivi con emissione della voce.
In seguito alla scarica si entra naturalmente nella fase di espansione.
Il suono è importante: siamo abituati ad inibire l'espressione dei suoni (“Non piangere!”, “Non urlare!”, “Non ridere così forte!”, “Parla piano!”); queste inibizioni concorrono nella formazione delle tensioni.
Dopo l'espressione del suono il corpo è più vivo ed il respiro è più profondo.
A volte, la stimolazione delle tensioni, può far emergere emozioni trattenute e rimosse, perché il corpo ne mantiene la memoria. In questi casi la persona coinvolta viene invitata e sostenuta dal conduttore ad accogliere ciò che emerge, poiché nell'accoglienza e nella consapevolezza avviene lo scioglimento.
Invece di reprimere le emozioni, impariamo a convivere con esse senza esserne travolti.
I momenti attivi si alternano a quelli di raccoglimento nei quali ci si ascolta e si sta con sé stessi.
Non ci sono esercizi specifici di respirazione ma, durante tutta la sequenza di esercizi il conduttore invita i partecipanti al respiro.
Il respiro aiuta a liberare le tensioni e favorisce il “sentire”.
Al contrario, il modo più efficace per chiuderci e non sentire è quello di trattenere il respiro.
Il grounding è l'obiettivo principale della bioenergetica.
Avere grounding, che in italiano si può tradurre con la parola radicamento, vuol dire “avere i piedi per terra”, essere pienamente in contatto con se stessi, con il proprio corpo, e con i propri vissuti.
Alexander Lowen dice:
“Se rispettiamo il nostro corpo, rispettiamo il corpo dell'altro. Se sentiamo ciò che accade nel nostro corpo, sentiamo anche quanto accade nel corpo della persona alla quale siamo vicini. Se siamo in contatto con i desideri e i bisogni del nostro corpo, conosciamo i bisogni e i desideri altrui e, al contrario, ne non siamo in contatto con il nostro corpo, non siamo in contatto con la vita.”
Per ottenere dei risultati non basta sperimentare gli esercizi ogni tanto, ma occorre essere costanti. All'inizio ci si può sentire inadeguati, goffi o ridicoli perché si entra in contatto con i propri limiti, o perché si sta facendo qualcosa di inusuale.
Ma, man mano che recuperiamo l'elasticità, la vitalità, l'espressività e la sensibilità del corpo, ci rendiamo conto di quanto ci muovevamo nella vita solo con una parte di noi stessi e con un potenziale ridotto.
Riscopriamo il piacere di essere vivi, vibranti e nello stesso tempo più calmi e presenti.
La pratica bioenergetica è uno strumento prezioso, il cui grado di efficacia dipende dall'intenzione interiore di chi lo usa.
Oltre al benessere psicofisico che ne deriva, possiamo coglierne l'essenza, comprendendo che si tratta di una forma di meditazione in movimento e che come tale, ci può condurre in un viaggio di esplorazione, di conoscenza e di trasformazione di noi stessi.



Bibliografia:
L. Marchino e M. Mizrahil “ La forza e la grazia”
L. Marchino “La Bioenergetica – anima e corpo”
L. Marchino e M. Mizrahil “Il corpo non mente”
A. Lowen “Bioenergetica”
A. Lowen “Il linguaggio del corpo”
A. Lowen “Espansione e integrazione del corpo in Bioenergetica – manuale di esercizi pratici.
© Cristina Raschetti, Professional Counselor iscritta ad AssoCounseling, REG-A0802